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  • Immagine del redattoreDott.ssa Marta Falaguasta

Il bambino viziato.

Tutti i neonati amano stare in braccio alla propria mamma.

Questa necessità vale sia di giorno che di notte e risponde ad un’esigenza primordiale che fa parte del corredo genetico del cucciolo dell’uomo proprio come un gattino ha estremo bisogno di essere scaldato e leccato dalla propria mamma gatta.

Il cucciolo dell’uomo quindi, proprio come gli altri mammiferi, ha bisogno di assoluto accudimento da parte dei genitori ai fini della sopravvivenza.

A differenza degli altri mammiferi che diventano autonomi molto prima, il cucciolo dell’uomo per diventarlo ha necessità di essere accudito e di ricevere amore e protezione per molto più tempo, pena la sua incapacità di sviluppare le competenze neces- sarie per provvedere da solo alle autonomie giornaliere.

Alla nascita i bambini sono immaturi dal punto di vista cerebrale e pertanto hanno estrema necessità di ritrovare lecondizioni sperimentate nella vita intrauterina per crescere e stare bene.

Stare in braccio significa sentirsi ancora protetti, contenuti e sostenuti. Più si sta in braccio più si alimenta la fiducia in sé stessi e negli altri.

Si potrebbe paragonare il neonato ad un piccolo canguro ancora bisognoso del corpo materno, fonte di calore, sicurezza e protezione. La nostra è una società a basso contatto poiché si crede erroneamente che promuovendo il contatto si rischi diviziare il bambino.

Ma quand’è che in realtà si vizia un bambino?

Esattamente nella maniera opposta ovvero quando si impone una disciplina che contrasta tremendamente con i bisogni primordiali umani.

Gli adulti che diventano genitori sono cresciuti in una cultura all’insegna della separazione.

Si sono sviluppate consuetudini di accudimento che prevedono meno vicinanza fisica tra bambino e genitori.

Ma quello che non è cambiato dall’inizio del mondo è l’estremo bisogno di cure di cui necessita il piccolo dell’uomo.

L’amore che il genitore dona al proprio figlio rappresenta una condizione indispensabile per il suo sano sviluppo psicofisiologico e risulta pertanto una garanzia di stabilità emotiva.

Il bisogno di stare in braccio è irrinunciabile per la sopravvivenza umana; chi beneficia di coccole e abbracci ha tutte le probabilità di diventare un adulto sufficientemente sereno, diversamente si tenderà a sviluppare un atteggiamento sfiduciato e ansioso nei confronti della vita.

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