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  • Immagine del redattoreDott.ssa Marta Falaguasta

Pillola 5: ”Il solo pensiero di guidare mi fa tremare le gambe"

Aggiornamento: 8 mar 2023


Sempre più persone affermano di aver paura di guidare e anche il solo pensiero li mette in uno stato di forte disagio che, nella maggior parte delle volte, sfocia poi in una vera e propria fobia.

Questa fobia ha un nome: amaxofobia dal greco “amaxos” che significa “carro” e designa il comportamento di rifiuto a condurre qualsiasi mezzo di trasporto.

L’amaxofobia si traduce in una paura decisamente invalidante che molte volte si manifesta in persone già colpite da disturbi d’ansia e condiziona l’esistenza di chi, pur avendo conseguito la patente di guida, non riesce a salire in macchina ed accendere il motore.

Ma cosa teme esattamente una persona che ha paura di mettersi al volante?

In generale si ha paura della perdita di controllo dell’auto a causa di un improvviso attacco di panico o dell’incapacità di evitare gli altri veicoli, specie se molto grossi come per esempio i camion e la possibilità di esserene conseguentemente investiti o ancora la perdita dell’orientamento con la spiacevole conseguenza di perdersi e ritrovarsi in luoghi sconosciuti.

La paura di guidare, come altre, non è innata. Non si nasce con questo tipo di paura.

Rientra quindi tra le paure apprese nel corso dell’esistenza e trova quindi la sua origine e spiegazione nella storia della persona che ne soffre.

In molti casi l’amaxofobia trova giustificazione in traumi subiti come incidenti o esperienze negative come grossi spaventi accaduti mentre si conduceva un veicolo, ma altrettante volte questa particolare fobia è vissuta da persone che soffrono di un disturbo di ansia generalizzata che spesso è riconducibile ad una estrema fragilità psichica.

Le persone amaxofobiche sono il più delle volte estremamente dipendenti dagli altri, non solo per potersi muovere in auto, ma anche nella vita. Hanno continuo bisogno di rassicurazioni e conferme dall’esterno in quanto non si sentono in grado di provvedere autonomamente al proprio “percorso”di vita.

Vivono un forte conflitto fra dipendenza e autonomia in quanto la loro condizione non li fa sentire liberi di scegliere. Questa fobia a lungo andare porta all’ impoverimento relazionale della vita del soggetto che si sente costretto a rinunciare ad opportunità sia nella vita lavorativa che in quella sociale comportando la perdita di occasioni professionali nonchè relazionali.

E’ possibile una soluzione per questo tipo di disagio?

Certamente. Ma è importante intervenire prontamente non apppena quindi si ha davvero la sensazione di non riuscire ad affrontare e quindi superare il problema.

Aspettare in questi casi significa amplificare il disagio e rendere sempre più insopportabile la difficoltà ed anche,ancor peggio, alimentare il pensiero che non vi sia soluzione e che tutto sia frutto del proprio “carattere”.

Attivarsi e non attendere oltre a cercare un valido aiuto professionale vuol dire invece non condannarsi a sopportare inutili e gratuite sofferenze superabili invece con un adeguato intervento.

Ognuno di noi ha in sè le risorse necessarie ad affrontare e quindi superare i propri disagi!

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