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  • Immagine del redattoreDott.ssa Marta Falaguasta

Pillola 9: Fame… fame…... fame!

A chi non è capitato di avere dei veri e propri attacchi di fame più o meno frequenti e di non saper resistere a comprarsi chili di roba da mangiare mandandola giù senza neanche sentirne il sapore?

Gli studiosi del comportamento alimentare hanno dato un nome a questa comportamento.Si chiama fame nervosa e diversi e recenti studi dimostrano che ne soffre una buona e rilevante fetta dell’umanità con età compresa tra i 16 e i 40 anni di età e ne sono colpite maggiormente le donne rispetto agli uomini.

Escluse cause prettamente mediche correlate ad un mal funzionamento dell’ipotalamo responsabile e regolatore dei centri della fame,“mangiare” senza alcun tipo di controllo diventa una particolare situazione in cui si tende a mescolare i propri stati emozionali all’assunzione di cibo.

Paura, rabbia, rancore e tristezza sono in questo situazione direttamente proporzionali alla fame nervosa.

Ci sono quindi diversi tipi di mangiatori proprio perchè diverse sono le emozioni che accompagnano un individuo che soffre di questo disturbo.

Ci sono i cosidetti mangiatori tristi che fanno un uso smodato del cibo in condizioni di uno stato di infelicità assoluta dovuta a fatti spiacevoli o a seguito di una forte delusione; per queste persone il cibo rappresenta quindi una vera e propria consolazione.

Chi sono invece i cosidetti mangiatori ansiosi?

Coloro che tendono a mangiare di più e in modo incontrollato e senza controllo quando sono in preda all’ansia, specie se l’ansia deriva dalla preoccupazione per un evento futuro che sarà spiacevole o pericoloso. In questi caso specifico il cibo è vissuto quindi come un rifugio dall’agitazione, la tensione e l’irrequietezza.

Diverse persone invece diventano mangiatori nervosi quando sono soli.La solitudine porta cosi la persona a vivere il cibo come sostituto di qualcosa che manca,generalmente un affetto: un amico, un compagno o qualcuno con cui condividere il proprio tempo.

E quante volte il cibo diventa il miglior compagno delle persone arrabbiate?

Si mangia di più e in maniera fortemente sregolata quando si è in preda alla rabbia, espressa sotto forma di risentimento, rancore, gelosia o frustrazione.

Il mangiatore arrabbiato può assumere due stili alimentari: la rabbia è conseguenza del fatto che non si riesce ad ottenere ciò che si vuole e si desidera e di conseguenza il cibo viene usato per scaricarsi e per sfogarsi oppure il mangiare in maniera esagerata ed eccessiva è l’espressione della rabbia e non un modo per ridurla; un esempio può essere il caso di una donna che indispettita per i commenti sgradevoli sul proprio corpo fatti dal marito sfoga il suo risentimento mangiando senza controllo proprio di fronte a lui con l’intenzione quindi di irritarlo ancor di più.

Ma al di là di quale sia il tipo di fame nervosa di cui si è in qualche modo affetti, risulta davvero importante per il proprio benessere fisico e psicologico correre ai ripari prima che diventi una vera e propria patologia.E come?

Scrivendo un diario alimentare.Lo scopo è avere maggiore consapevolezza del proprio rapporto con il cibo, cosi facendo sarà possibile infatti distinguere la reale sensazione di cibo, stimolata da sensazioni ed emozioni altre e non da un appetito biologico e reale.

Capire le relazioni che intercorrono tra le emozioni e il bisogno impellente di cibo è sicuramente importante per avvicinarsi alla soluzione del problema.

Ma ancora più importante è dare voce alle emozioni che si provano anche perchè: “Come si può saper gestire un’ emozione se non la si conosce, se si ignora l’origine?”

Qualora la fame nervosa sia presente per diverso tempo e sia diventata una vera e propria abitudine alimentare ossessiva nella vita di un individuo, sarà bene pensare ad un intervento di aiuto per capire perchè si è arrivati ad essere un mangiatore triste, ansioso, solo o arrabbiato.

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